L’esperienza di gruppi terapeutici con bambini e adolescenti nell’azienda usl 12 viareggio

3 Set

Sono passati diversi anni, ma l’esperienza dei gruppi terapeutici con i bambini e gli adolescenti rinnova nei protagonisti di allora un sorriso di intesa, la consapevolezza di un atto pionieristico ed antico allo stesso tempo, una gioia condivisa.
Rimane il ricordo vivo di quelle urla sommesse, talvolta sfrenate, quella energia, quegli sguardi sfavillanti per la gioia di stare insieme, di scoprire insieme. Già, perchè è questa la differenza sostanziale da una terapia individuale ad una terapia di gruppo, l’emozione di stare insieme, di condividere.

A questa iniziativa, promossa dalla sottoscritta, hanno dato impulso e vitalità i tanti studenti in psicologia, che si sono succeduti nel tirocinio con me, presso l’ Azienda USL 12 di Viareggio.

La terapia di gruppo si è configurata come intervento mirato a rinforzare il progetto di presa in carico psicologica, aumentandone l’efficacia e solo raramente come intervento terapeutico esclusivo.

Dal novembre 2006 al novembre 2009 sono stati ideati e realizzati 15 gruppi terapeutici con bambini, preadolescenti e adolescenti, che hanno coinvolto in tutto 57 minori.

I destinatari dell’intervento sono stati bambini e adolescenti con disturbi della sfera emozionale e del funzionamento sociale.

Tutti i gruppi realizzati hanno avuto in comune un percorso di educazione emotiva e di apprendimento di abilità utili alla gestione delle relazioni. Le attività e le tematiche sono state adattate ai problemi specifici dei componenti del gruppo, i quali sono stati raggruppati in diverse fasce d’età: infanzia, preadolescenza e adolescenza.

La tipologia a cui ci siamo più spesso riferiti è quella del piccolo gruppo a breve termine, composto da un numero di partecipanti (4-6) che è restato invariato per tutta la durata della terapia.

Per quanto riguarda gli adolescenti è stata adottata la formula del gruppo aperto a lungo termine, caratterizzata da un “ricambio naturale”, con membri che hanno partecipato per periodi limitati nel tempo ed altri che sono rimasti per tutto il periodo.

Inoltre sono stati proposti gruppi monotematici, che hanno offerto l’opportunità di incontro e di lavoro tra coetanei che condividevano lo stesso problema.

La metodologia e gli strumenti d’intervento utilizzati si sono basati su una forma di apprendimento attivo, che ha fatto sperimentare in prima persona situazioni temute in contesto protetto.

Con i bambini è stato utilizzato soprattutto il canale non-verbale attraverso giochi, disegni, manipolazione di materiale vario, espressione corporea, lettura e drammatizzazione di storie, role-plaing. Le attività sono state concepite col fine di aiutare a riconoscere, esprimere e gestire le emozioni, oltre che ad apprendere nuove modalità relazionali in un clima di fiducia ed accettazione.

Con i preadolescenti e gli adolescenti sono state previste attività basate maggiormente sull’elaborazione verbale dei vissuti esperienziali, per favorire il processo di autoconsapevolezza e di gestione della sfera emotiva e delle relazioni interpersonali (role-playing, discussioni di gruppo, problem solving, focus group, circle time).

Il trattamento dei minori si distingue da quello con gli adulti per molti aspetti, in primo luogo per il coinvolgimento dei genitori, attori fondamentali nel riconoscere i sintomi e farsene portavoce. Il loro coinvolgimento rappresenta pertanto un momento delicato ed indispensabile: la loro convinzione sull’opportunità del trattamento è essenziale per la riuscita dell’intervento.

Per questo i genitori sono stati chiamati a partecipare e condividere il progetto terapeutico, dal momento della composizione del gruppo fino all’ultimo incontro, in cui vi è stata una sorta di “restituzione” del percorso svolto.

Non sono stati utilizzati strumenti standardizzati di rilevazione per verificare l’efficacia del trattamento, tuttavia i vantaggi sono risultati evidenti. Si sono osservati nei ragazzi riscontri positivi, ma anche i relativi insuccessi ci hanno aiutato ad affinare ulteriormente le tecniche, la metodologia e la modalità di conduzione. La frequenza puntuale ed assidua agli incontri, (il gruppo aperto degli adolescenti è durato più di un anno), nonché il visibile entusiasmo con cui tutti, utenti e conduttori hanno partecipato, ci hanno confermato nella validità di questa modalità terapeutica.

Sarei lieta di scambiare opinioni su questo tema.

 

 

Dott.ssa Cinzia Emanuela Diciotti, con la partecipazione del Dott. Iacopo Bertacchi

 

 

Contatti:         cell. 329 9804241                   email: cinzia.diciotti@libero.it

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