Il ciclo di vita della famiglia

6 Set

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Nel corso della sua esistenza la famiglia si trova ad affrontare una serie di eventi e trasformazioni che richiedono una ristrutturazione delle relazioni tra i membri della famiglia.
Jay Haley, uno dei pionieri della terapia familiare, ha definito ciclo di vita della famiglia il percorso “naturale” per tappe, che ciascuna famiglia segue nel corso della sua esistenza (Terapie non comuni, 1973).

Le fasi del ciclo vitale sono dei passaggi evolutivi “fisiologici” per ogni famiglia caratterizzati da specifiche sfide relazionali, veri e propri eventi critici che innescano processi di trasformazione, necessari al passaggio da una fase all’altra del ciclo di vita.

Il superamento della crisi dipende dalle risorse di cui la famiglia dispone; quando una famiglia non riesce ad effettuare il cambiamento e si blocca in una certa tappa del ciclo vitale, interrompendone l’evoluzione, nascono i sintomi a carico di uno o più membri della famiglia. L’obiettivo della psicoterapia familiare è allora quello di riattivare una crescita della famiglia, che si concretizza con il passaggio alla fase successiva di ciclo vitale.

Le normali tappe del ciclo vitale sono di seguito riassunte:

Fase 1) Il periodo del corteggiamento: E’ il periodo in cui si passa dall’adolescenza all’età adulta. Il giovane inizia a guardare fuori dalle mura domestiche, inizia a mettere in pratica le competenze relazionali apprese fino ad ora nella sua vita sociale, lasciando la base sicura offerta dalla famiglia per affrontare esperienze di studio, lavorative, sentimentali, che comportano un distacco fisico o emotivo dai familiari.

Fafase 1se 2: costituzione della coppia coniugale: Nella formazione di una nuova coppia non si incontrano semplicemente due individui, ma due storie di vita vissuta con altrettante storie e relazioni alle spalle: all’inizio di una convivenza i partner si trovano a dover affrontare 3 aspetti potenzialmente critici: la costruzione di una identità di coppia arrivando a definire un “noi”, la cura delle reciproche  differenze e la non sempre scontata differenziazione dalle famiglie d’origine.

nascita figlio

Fase 3) la famiglia con bambini: Con la nascita di un figlio, soprattutto del primogenito, il sistema cambia in modo permanente e definitivo: si stabilisce un legame, che a differenza di quello coniugale, non è dissolubile. La relazione tra i  coniugi si trasforma così come vengono ricontrattati i confini con le famiglie di origine.

 

crescita figli Fase 4 ) la famiglia con adolescenti: L’evento critico è rappresentato dall’adolescenza stessa dei figli, con i cambiamenti relazionali, comportamentali e le messe alla prova quotidiane che essa comporta. Inoltre in questa fase la coppia di partner è impegnata a gestire sia l’aumento dei momenti di solitudine  che li porta a reinvestire nella relazione coniugale, sia  ad accettare il processo di invecchiamento e i cambiamenti involutivi del proprio corpo (menopausa e andropausa).

Fase 5) la famiglia con figli adulti: così come i figli devono costruire una propria vita affettiva e lavorativa autonoma e indipendente, anche i genitori devono accettare la separazione dai propri figli e accompagnare la loro crescente indipendenza ridefinendo le relazioni nella direzione di un rapporto alla pari.

In alcuni casi i genitori non riescono ad accompagnare il figlio verso un sano allontanamento, perché egli è indispensabile al mantenimento della stabilità familiare, impedendo l’esplosione del conflitto fra i coniugi; il figlio corre quindi il rischio di sviluppare un sintomo psicologico anche grave e restare a causa di questo intrappolato in famiglia, al fine di salvaguardare  l’equilibrio disfunzionale esistente.

vecchiaiaFase 6) : la famiglia nell’eta’ anziana: Se le fasi precedenti vengono superate e la coppia riesce a riadattarsi e trovare un nuovo equilibrio, raggiungendo un maggior senso di intimità e solidarietà, questa fase può essere molto intensa. Entrambi i coniugi sono meno impegnati professionalmente e nel loro ruolo di genitori e possono quindi viversi con più tempo e serenità il loro rapporto di coppia. Gli eventi che possono risultare critici in questa fase sono il pensionamento (spesso connotato da tristezza, sentimenti depressivi, senso di inutilità legato alla mancanza di produttività), il cambio di ruolo determinato dal fatto di diventare eventualmente nonni, le malattie e il timore della morte propria o del coniuge.

Lungo il percorso descritto, possono verificarsi, in un particolare momento, degli eventi imprevisti, non attesi,  ad esempio una morte prematura, malattie, licenziamento, divorzio; questi eventi richiedono una riorganizzazione della vita familiare e risorse maggiori per poter essere superate senza l’insorgere di sintomi gravi. Alcune famiglie riescono a trovare da sole, o grazie all’aiuto di una rete sociale soddisfacente e funzionante, le risorse e le energie necessarie per affrontare tali eventi critici; altre, per farlo hanno bisogno di rivolgersi ad un terapeuta familiare. E’ importante riconoscersi la possibilità di chiedere aiuto, senza la pretesa di poter fare da soli, abbracciando l’idea che tutte le parti coinvolte debbano “naturalmente” collaborare per raggiungere obiettivi comuni, quelli della cura e del benessere.  

Per contattare la Dott.ssa Lenzoni

cell: 333 5294667

e-mail: marina.lenzoni@hotmail.it

 

 

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